L’ITAS Pastori contro la violenza: un percorso che continua. Inaugurata la mostra “Com’eri vestita?” tra memoria, attualità e innovazione digitale
Brescia, 21 febbraio 2026 – Si è tenuta questa mattina, presso l’aula magna dell’ITAS Pastori, la conferenza stampa di inaugurazione della mostra itinerante “Com’eri vestita?” – “What Were You Wearing?“. L’esposizione, che approda nell’istituto di Viale della Bornata per la sua ultima tappa bresciana, non è un evento isolato, ma il culmine di un processo educativo profondo e costante che la scuola porta avanti da anni.

Relatori della conferenza stampa
- Augusto Belluzzo, Dirigente Scolastico dell’ITAS Pastori, ha sottolineato come la scuola debba essere il motore del cambiamento, superando anche gli stereotipi interni legati al mondo agricolo, tradizionalmente visto come maschile.
- Marco Peli, Presidente dell’associazione Liberi Libri di Rovato, ha ripercorso le origini della mostra, nata all’Università dell’Arkansas e ispirata da una poesia che trasforma il dolore in testimonianza attiva.
- Piera Stretti, Presidentessa della Casa delle Donne di Brescia, ha ricordato come la violenza sessuale sia un fenomeno trasversale che non conosce confini geografici o sociali.
- Annamaria Gandolfi, in rappresentanza dell’associazione Il Cerchio degli Uomini e Consigliera di Parità regionale per la Lombardia, ha portato la discussione sul piano dei diritti e della tutela legale.
Un impegno che viene da lontano
La lotta alla violenza di genere e la sensibilizzazione al rispetto sono pilastri dell’offerta formativa dell’ITAS Pastori, questa mostra si inserisce in un solco già tracciato da iniziative di grande impatto, come il precedente evento “Coperte Rosse” del dicembre 2025, che ha visto il coinvolgimento corale di studenti, docenti e famiglie. Come sottolineato dalla dirigenza e dai docenti durante la conferenza, l’obiettivo è scardinare pregiudizi radicati e normalizzati, offrendo ai ragazzi strumenti critici per interpretare la realtà.
L’attualità del dibattito: il consenso e il DDL Bongiorno
L’inaugurazione cade in un momento di forte discussione politica riguardo alla riforma del Codice Rosso. Durante la conferenza è stata rimarcata l’urgenza di discutere il DDL Bongiorno, soffermandosi sulla distinzione cruciale tra “consenso” e “volontà contraria”.
- Introdurre il concetto di “consenso” significa spostare l’onere della prova sull’autore della violenza.
- La “volontà contraria“, invece, rischia di colpevolizzare nuovamente la vittima, costringendola a dimostrare il proprio dissenso e ignorando reazioni traumatiche come il freezing (congelamento per paura).

Integrazione e nuove sfide
In conferenza emerge anche l’importanza dell’integrazione, è stata evidenziata la sfida di intercettare il disagio degli studenti stranieri e delle loro famiglie, in contesti dove la barriera linguistica può diventare uno strumento di isolamento e subordinazione, il Pastori si impegna a essere un luogo di emancipazione, dove il cambiamento culturale parte dai giovani per arrivare alle mura domestiche.
Digitalizzazione, Arte, Performances e Recitazione
La tappa al Pastori si distingue per un approccio interattivo che fonde tecnologia, arte e performance dal vivo, gli studenti hanno installato sui pannelli dei QR code che permettono di accedere a dati reali e aggiornati sul fenomeno della violenza, portando la mostra sul web e allargando il dibattito a dati statistici concreti. A dare un volto a questo messaggio è l’opera originale di Nicol Zaccagni, alunna del Pastori, una sua opera originale significativa e d’impatto è stata scelta come immagine centrale della locandina ufficiale dell’evento, la sua arte non è solo un decoro, ma un potente simbolo visivo che sintetizza il messaggio di libertà e dignità della mostra.

L’accoglienza dei visitatori è stata affidata agli alunni Ciceroni delle classi quarte e quinte, che hanno emozionato i presenti recitando la poesia originale nata all’Università dell’Arkansas, da cui l’intero progetto ha avuto inizio e in un potente momento finale, i visitatori sono diventati parte integrante di una performance simbolica: all’uscita della mostra, sono stati invitati a far esplodere dei palloncini rossi sui quali erano state trascritte frasi dense di stereotipi e pregiudizi. Un gesto liberatorio per distruggere i vecchi retaggi culturali e riaffermare che la consapevolezza è il primo passo verso la libertà.

- Educare emozionando: questo è il cuore del progetto curato dal team di allestimento.
- Protagonismo studentesco: l’iniziativa dimostra come la partecipazione attiva e la creatività giovanile siano motori di sensibilizzazione.
- Consapevolezza: gli studenti ribadiscono che la conoscenza profonda del fenomeno è il primo passo indispensabile verso la libertà.


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